📮 The Weekly Upside #008
I contratti dovrebbero essere asset, invece spesso sono solo ansia. E l'idea di Modus potrebbe essere una soluzione (ricerco feedback)
Ehi Ciao!
Benvenuto in The Weekly Case, appuntamento settimanale di The Upside Case, newsletter che snocciola temi di business, finanza, innovazione con approfondimenti, idee, considerazioni e commenti che spero possano darti spunti di riflessione.
Il The Weekly Upside di questa settimana è un momento di riflessione e di condivisione diverso dal solito. Invece che condividere le notizie più curiose e interessanti della settimana, vorrei condividere con te che leggi alcune mie recenti riflessioni.
Con una note di questa settimana mi sono soffermato su un dato curioso e allarmante allo stesso tempo:
Esiste, infatti, un tipo di frustrazione che può rallentare notevolmente il lavoro di chi lavora in azienda: quella sensazione di sabbia negli ingranaggi quando si parla di contratti. Ho passato le mie ultime settimane in ufficio a osservare un problema che è accettato e sotto gli occhi di tutti: la gestione dei contratti.
Un contratto firmato è un successo per qualsiasi azienda. Le aziende vogliono i contratti, cercano di chiuderne il più possibile. È nella natura delle aziende cercare di ufficializzare uno scambio di risorse.
Io ti offro un servizio e tu mi paghi.
Tu mi vendi un prodotto e io ti pago.
Ma da un contratto che si chiude, a cascata, si attivano adempimenti, scadenze, obblighi informativi, covenants che devono essere rispettati e che potrebbero causare inefficienze, perdite, ritardi e penali.
Insomma, i contratti dovrebbero essere asset, ma per la maggior parte delle aziende, soprattutto se di medio-piccole dimensioni, sono solo ansia.
L’individuazione del dolore
L’inefficienza dei flussi contrattuali non è solo un problema di archiviazione ma anche e soprattutto un problema di attenzione.
Scadenze dimenticate, rinnovi taciti, adeguamenti ISTAT
Clausole critiche sepolte in 50 pagine di PDF
Il ping-pong infinito di email per una singola approvazione
La psicologia del lavoro ci insegna che il context switching (saltare da un task all’altro) uccide la produttività.
La mappa mentale
Se guardi i grandi software enterprise, sono foreste di funzioni inutilizzate, tool sofisticati che sulla carta potrebbero risolvere tutti i problemi del mondo ma che in realtà non fanno altro che creare rumori. Ho cercato, quindi, il nucleo minimo di valore:
Visibilità: un database dove nulla si perde.
Intelligence: estrarre i dati chiave
Automazione: il sistema che avvisa te, non il contrario
Nella mia testa non c’è il nuovo DocuSign, ma un sistema che riduca la distanza tra un’intenzione commerciale e la sua esecuzione concreta.
Provare
L’ho chiamato Modus, per gioco.
Qualche anno fa, per questa idea avrei avuto bisogno di un team di sviluppatori, un budget e mesi di attesa.
Questa settimana, invece, non sapendo scrivere una riga di codice, ho aperto Lovable, un “GPT-engineer” che costruisce interi prodotti interagendo con te in linguaggio naturale.
E la sensazione è incredibile: parli con lui, descrivi il problema del CLM, e vedi l’interfaccia prendere forma in tempo reale. Ho passato qualche sera a rifinire la struttura: una dashboard che non ti mostra file, ma impegni e scadenze. Una sezione che ti mostra le tue task in base al tuo dipartimento o ufficio.
La vera intuizione di questa settimana non riguarda solo i contratti. Riguarda il fatto che oggi il divario tra chi ha un’idea e chi ha un prodotto è solo la capacità di descrivere correttamente quel problema. Se riesci a visualizzare il problema e a snocciolare la logica della soluzione, l’intelligenza artificiale diventa le tue mani.
Il mercato
Ma le soluzioni esistono già, forse.
Ironclad, Ivalua, SAP Ariba, DocuSign CLM: sono soluzioni “End-to-End” per grandi corporation con prezzi elevati e curva di apprendimento ripida per una PMI. Richiedono periodi lunghi di implementazione e consulenti dedicati.
PandaDoc, Juro, Contractbook, Oneflow: hanno un ottima UX con focus sulla creazione e firma rapida dei contratti ma la gestione “post-firma” (lo scadenziario, il rinnovo e le relative task) è spesso meno sviluppata rispetto alla fase di negoziazione.
TeamSystem, Wolters Kluwer, Zucchetti: sono i leader indiscussi negli studi dei commercialisti ma, appunto, percepiti come strumenti per il commercialista e non per l’imprenditore. L’interfaccia utente è spesso datata e poco intuitiva con ecosistemi chiusi e costosi. Sebbene abbiano moduli di gestione documentale, mancano dell’intelligenza artificiale generativa per l’estrazione dati e l’analisi del rischio contrattuale in linguaggio naturale.
Excel e Outlook: utilizzati da oltre il 90% delle PMI per la gestione scadenze. La totale assenza di automazione, l’impossibilità di attivare notifiche, leggere il contenuto e creare relazioni tra documenti rendono l’errore umano diffuso e ripetitivo con elevate inefficienze. È adottato perché gratis, semplice e flessibile.
E quindi?
E quindi potrebbe esserci un vuoto enorme tra il foglio Excel e i software delle multinazionali. Ma le idee, finché restano nella testa (o nel computer) di una sola persona, sono solo ipotesi. Hanno bisogno di scontrarsi con la realtà per diventare solide.
Per questo, la mia “Call to Action” di oggi è molto semplice: scrivimi in chat se vuoi validare il problema con me.
The Weekly Upside è un appuntamento settimanale di The Upside Case che riassume la settimana appena passata con contenuti, notizie e spunti di riflessione.
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Ci vediamo la prossima settimana
Carlo 👋🏼





